Stefano Benni in anteprima a Fiorenzuola D'Arda
Inizia un'importante collaborazione per Promo Music di Marcello Corvino quella con lo scrittore Stefano Benni.
Stefano Benni presenta il suo nuovo spettacolo teatrale “Il poeta e Mary” in anteprima nazionale il 19 giugno alle 21 al Teatro Verdi di Fiorenzuola D’Arda (PC). Lo scrittore bolognese sarà in scena insieme a Brenda Lodigiani, giovane attrice conosciuta al grande pubblico grazie alle televisione, ma alla sua prima importante esperienza teatrale.
Non è un melologo tradizionale, è un atto unico comico-musicale dove due attori e due musicisti recitano, cantano, suonano, ballano in un ironico e scatenato scambio di ruoli e di invenzioni. E’ una riflessione sulla poesia e sul rapporto con la natura e le sue forze più armoniose e oscure, ed è anche una paradossale storia di amicizia, o di amore, di fantasmi e di animali parlanti.
Il poeta Jack è un po’ trombone e presuntuoso, ha perso il suo talento e non riesce più a scrivere. Riceve la visita di una misteriosa creatura, una merla di nome Mary che canta, danza e inizia a provocarlo e prenderlo in giro. Forse è la voce della natura armoniosa, forse una dolce messaggera di morte. I due si beccano, litigano, discutono dell’arte, del destino e della crudeltà degli uomini verso gli animali, tutto al ritmo di musica, dalla lirica al rap, dal vaudeville al brano classico. Li accompagnano due musicisti, un merlo violista e un pettirosso tastierista, che commentano tutta la vicenda. Alla fine la merla decide di volare in cerca dell’amore e lascia il poeta solo. Ma tornerà per convincerlo che amare, sognare e volare è bello, anche se rischioso. Il poeta metterà le ali anche lui, non si sa se verso la fine della vita o qualche misteriosa felicità.
Il poeta è Stefano Benni, qui più che mai imprevedibile, che oltre a recitare si diverte a cantare e tener testa nelle danze alla scatenata merla. La merla è Brenda Lodigiani, già ballerina e cantante, ma stavolta anche attrice comica e seducente. Danilo Rossi, prima viola della Scala, è un merlo romagnolo e piacione che dedica serenate a Mary. Stefano Nanni, mago delle tastiere, diventa un pettirosso capace di inventare canzoni ironiche e serissime digressioni musicali.
INFO BIGLIETTI
prezzo unico 12 euro
ridotto a 10 euro per abbonati, over 65 e under 26
Per prenotazioni: tel. 0523.985253
Intervista a Federico Rampini, protagonista al Festival dell'Economia
TRENTO. Federico Rampini, scrittore, saggista e corrispondente da New York de La Repubblica, sarà uno dei primi ospiti del Festival. Questa sera, infatti, alle 21.30, sarà al Teatro Sociale in una veste diversa dal solito: eseguirà una rappresentazione teatrale in tre atti, accompagnato da pianoforte violino, violino cinese e canto, dal titolo “Occidente estremo: vi racconto il nostro futuro”. Una riflessione sulla decadenza e la rinascita dell’America, l’ascesa della Cina, la crisi dell’Europa. Temi che in parte riprenderà domani alle 16.00, sempre al Sociale, con il convegno “La dottrina Obama e il governo della globalizzazione”.
Dottor Rampini, l’Europa sembra non vedere la luce per uscire dal tunnel della crisi, mentre gli Usa stanno ripartendo, come mai?
Per rispondere dobbiamo partire dalle diverse politiche economiche che i due blocchi stanno attuando. In Europa è l’austerity di stampo germanico che sta determinando le scelte dei singoli stati. Obama, al contrario, è fortemente contrario a questa politica di contenimento e, di fatto, gli Stati Uniti stanno sconfiggendo la recessione immettendo denaro pubblico nel sistema.
Insomma non è col pareggio di bilancio che si fa ripartire l’economia?
No. Non solo, per lo meno. Gli americani non hanno mai applicato i parametri di Maastricht forti anche di quanto gli era accaduto nel ’29. In quel caso, durante la grande depressione, avevano cercato di ripianare il debito, sbagliando. La lezione che hanno imparato è che quando c’è depressione il bilancio pubblico deve fungere da volano dell’economia. E oggi stanno ripartendo creando 200.000 nuovi posti di lavoro al mese.
L’euro può essere visto come un blocco per il rilancio delle economie nazionali?
Non credo. Stati come l’Italia, la Francia e la Germania, in una competizione globale come quella che ormai caratterizza il mercato internazionale, non avrebbero reali speranze di sopravvivere. Oggi, in termini economici, si deve necessariamente ragionare per blocchi: Usa, Unione Europea, Cina. E’ in parte comprensibile che si stiano affermando movimenti no euro nei singoli stati europei, perché i paletti imposti dall’austerity agli stati membri stanno provocando malcontento e insoddisfazione nella popolazione. Però il fatto che in Grecia, Spagna, Cipro venga bruciata l’immagine della Merkel ritratta con i baffetti da Hitler è un sintomo di come manchi una cultura di coesione europea. Per fare l’Europa bisogna prima partire dal rafforzare le coscienze degli europei. Bisogna partire dal basso, dai cittadini. Rafforzata la società civile sarà più facile.
Qui il link dell'intervista per il Tg3 Trentino Alto Adige.
Marco Travaglio annuncia le date estive della tournè
Ecco l'intervista di Maria Grazia Marilotti per l'ANSA. "Al bando la definizione 'presunta trattativa'". Marco Travaglio invita a mettere da parte il condizionale e rinforza la sua posizione: "E' ambiguo nascondersi dietro una vuota formula dubitativa per negare che la trattativa Stato-Mafia c'é stata". Le inquietanti pagine di un periodo della vita politica della nostra Repubblica sono raccontate dal vice direttore del Fatto Quotidiano, con dovizia di particolari, dettagli e soprattutto documenti inediti nel suo ultimo spettacolo "E' Stato la Mafia" , sui palcoscenici di una tournee estiva che si chiude in Sardegna il 31 agosto a Cagliari e l'1 settembre a Sassari (organizzazioni Spettacoliemusica). Ma prima è atteso il 14 luglio a Forte dei Marmi, il 23 a Castrignano de Greci, il 24 a Taranto, il 27 a Grosseto. Della 'presunta' trattativa parlerà apertamente in questo show dal titolo che lascia poco spazio al dubbio o al condizionale. Il giornalista si abbandona ad una pesante affermazione: "Il negoziato c'é stato eccome. Anzi, se si aprissero gli armadi e si scardinassero i cassetti degli archivi segreti dello Stato, avremo una delusione, sappiamo già quasi tutto. La questione grave - spiega - è che non se ne parla e non se ne vuole parlare con il tacito accordo tra politici e il benestare di una parte consistente del giornalismo italiano". In questo nuovo exploit teatrale prodotto da Promo Music di Marcello Corvino, sarà accompagnato sul palco dall'attrice Isabella Ferrari, impegnata nella lettura di brani di Gaber, Pasolini, Calamandrei, Pertini e Flaiano.
Testi in gran parte incentrati su personaggi ed esponenti politici che si sono distinti come guida morale dello Stato e padri della Costituzione. "Uomini che hanno rifiutato qualsiasi trattativa o compromesso con la bugia e il malaffare", sottolinea il giornalista. Con il suo stile inconfondibile Travaglio svela "una storia di patti inconfessabili e segreti che - sostiene - hanno alimentato la vita della Seconda Repubblica e continuano a ammorbare la vita politica italiana". Nel lavoro teatrale, inoltre, mette l'accento sulla vicenda delle intercettazioni delle telefonate intercorse fra l'ex ministro Nicola Mancino, il presidente Napolitano e il suo consigliere giuridico. Le telefonate depositate dai magistrati e dunque pubbliche, anche se ignorate da gran parte dei media, verranno lette e spiegate sul palco. "Il termine 'presunto' - riprende Travaglio - è appropriato per i reati e per i colpevoli. Quindi utilizzarlo per parlare della trattativa in questione è un modo goffo per non prendere posizione. Ora per far emergere questa verità sommersa in un mare magnum di depistaggi e silenzi compiacenti, può essere utile la chiamata sul banco dei testimoni delle alte cariche dello Stato. Devono dare il buon esempio e riferire ai giudici di Palermo quanto è a loro conoscenza, se lo meritano tutti gli italiani, ma soprattutto i giudici, i poliziotti e quanti sono morti per mano della mafia".
Rispetto allo show andato in scena lo scorso inverno, lo spettacolo ha delle varianti. "Nel nuovo libro nero c'é la lunga lista dei nuovi e vecchi impresentabili entrati in Parlamento e al Governo, che non meriterebbero di sedere su quegli scranni", precisa. Tra aforismi e boutade, Travaglio confessa con orgoglio un primato: "I miei spettacoli e libri sono i meno recensiti d'Italia". Ma a controbilanciare questa curiosa anomalia le platee sono sempre strapiene e il gradimento corre sul web e su numerosi blog dei suoi sostenitori. Così come nei precedenti spettacoli anche "E' Stato la Mafia" farà di Travaglio un personaggio amato e odiato allo stesso tempo. La paura di raccontare fatti e verità non lo ha mai sfiorato. "L'unico rischio che si corre è quello di non far carriera - ironizza - Il mio unico desiderio è continuare a scrivere facendo mia una massima di Salvatore Borsellino: 'La trattativa e' il peccato originale della Seconda Repubblica. E senza verità e giustizia sulle stragi non ci possiamo definire un Paese civilé".
Il nostro ultimo abbraccio a Don Andrea Gallo
Il sigaro, il cappello, la voce roca, le sue verità rivoluzionarie. E’ morto a Genova Don Gallo, da diversi giorni in condizioni di salute critiche. Don Gallo lo guardavi, lo sentivi parlare, e non potevi fare a meno di pensare che era un grande uomo, di quelli di cui c'è sempre bisogno, soprattutto in momenti bui come questi.
Abbiamo lavorato con lui dal 2010 con lo spettacolo "Io non taccio.Prediche di Girolamo Savonarola", il cui testo era curato da Stefano Massini e che nessun'altro avrebbe saputo restituire con tanta enfasi, con tanta energia. Era un "prete anarchico", da sempre attivo e vicino agli ultimi e agli emarginati senza timore di entrare in conflitto con la dottrina ufficiale della chiesa, con la società o la cultura dominante.
Non ci sono parole in questo momento, se non che è stato un grande onore lavorare con lui, poterlo conoscere, stringergli la mano. Instancabile Don Gallo, sempre attento, pronto, ironico.
Siamo vicini a tutta la Comunità di San Benedetto al Porto, a tutti i ragazzi e ai volontari.
Ci mancherai Gallo, e molto.
Staff Promo Music.
Lina Wertmuller racconta il Novecento: 10 maggio a Rende
Debutterà venerdì 10 maggio alle ore 20.30 al Teatro Auditorium Unical di Rende (CS) nella rassegna “ArtTau – arti assolutamente urgenti”, curata dal Cams e dal Dipartimento di Studi umanistici, lo spettacolo “Un allegra fin de siècle” (produzione Promo Music), che vede in scena Lina Job Wertmüller.
Un festoso e acido viaggio nel Novecento, un secolo di notevole impatto segnato da due guerre mondiali e da brutali dittature, raccontato attraverso l’ottica dissacrante di un’icona indissolubile del cinema italiano e internazionale. Una passeggiata non solo di parole ma anche di musica, con motivi musicali inediti scritti dalla stessa Wertmüller, composti da Lucio Gregoretti insieme al grande Italo “Lilli” Greco, e interpretati dall’eclettica Nicoletta della Corte accompagnata al piano da Andrea Bianchi.
Un recital in cui si alternano i racconti delle figure dei grandi dittatori che hanno martoriato il secolo scorso: da Mussolini a Hitler, da Tito a Pol Pot, per finire a Bin Laden, intervallati dalle musiche composte da Greco e Gregoretti, che furono autori delle colonne sonore di molti film diretti dalla regista. La voce cantante è affidata a Nicoletta della Corte, che interviene per commentare le canzoni, i racconti della Wertmuller: dall’amore cieco di Eva Braun per Hitler al fumo nero del crollo delle due Torri, sempre attraverso il timbro del disincanto, l'ironia sottile e l'impareggiabile leggerezza e intelligenza di Lina Job Wertmüller.
Platea 15 euro. Per info e acquisto biglietti (clicca qui)
ECCO INVECE IL TRAILER DELLO SPETTACOLO




















