Press Area
Comunicato Stampa "La Promessa" (Libro+DVD)
BOLOGNA 27 Ottobre 2011
LA PROMESSA
di Andrea Aloi e Giovanni Aloi
con i contributi di
Riccardo Bertoncelli / Stefano Bonaga / Alberto Crespi / Gianni Mura / Raimondo Pavarin / Alessandro Turrini /
Da giovedì 27 ottobre in libreria
Giovedì 27 ottobre esce in libreria La Promessa, cofanetto libro e dvd a firma di Andrea – storico direttore della rivista “Cuore” – e Giovanni Aloi, giovane filmaker.
Edito nella collana Eyebook dalla Corvino Meda Editore – Promo Music di Bologna, La Promessa, racconta la storia di Paolo Pizzirani, giovane prodigio del calcio italiano con un futuro da campione che sembrava già scritto. Le carte, però, erano truccate, e Pizzirani oggi è solo uno delle tante stelle mancate, una meteora. Quasi nessuno lo ricorda e il grande pubblico ignora questo giovane talento che debuttò nella nazionale italiana under 16 all’età di 15 anni è morì, stroncato da overdose, a 21, nel 1984.
Pizzirani era nato a Bologna, quartiere Barca, nel ' 63. Lì i primi calci, finché a 15 anni il Cesena, intuendone il potenziale, si svena per averlo. Venti milioni di lire, a fine anni ' 70 erano una cifra altissima, tanto più per un talento ancora acerbo. Conteso anche dal Bologna, la famiglia, visti gli ottimi rapporti coi dirigenti, decise di cederlo al club romagnolo. «Poteva diventare come Platini», ricorda nel film Alessandro Turrini, l'amico d'infanzia. Lo coccola persino Arrigo Sacchi, all' epoca allenatore della Primavera cesenate, che lo convocherà spesso coi suoi ragazzi pur essendo Paolo più piccolo. A distanza di trent'anni Sacchi se lo ricorda ancora bene: «Fisicamente era molto dotato, sembrava più grande dell' età che dimostrava. Era quello di ordine, aveva qualità fisica, aveva tutto per poter riuscire, anche nel calcio». Nel 1980 sfugge per caso alla morte: il 2 agosto stava per andare in stazione per prendere un treno che lo portasse a Cesena, ma quel giorno non s' è mai allenato, costretto da mani ignote a restare in città. Il destino però non perdona: durante una partita della Nazionale Under 20 si rompe il crociato, il legamento del ginocchio, ed è l’inizio della fine, la sua carriera si avvia al declino. Il Cesena lo cede in prestito, e lui torna a giocare con il Boca di San Lazzaro. I grandi palcoscenici sono ormai svaniti. Corre ancora per un po', finché non cede al rimpianto e forse pure al peso di una famiglia che su di lui aveva puntato tutto. Nell' 84 muore d' overdose. Come tanti della sua generazione. Del gruppo d' amici sono rimasti in due, Turrini e Andrea Marani: gli altri se li è portati via l' eroina.
Giovanni Aloi, a 27 anni, ha raccontato la sua storia in un documentario per cui il padre, Andrea, ha scritto i testi. Un documentario che ne riaccende la memoria, incrociandone la vita con il contesto socio-culturale dell'Italia dell'epoca. Il perché la stella di Pizzirani si sia spenta rimane comunque senza risposta, il racconto di un gol che non è mai stato segnato. E forse non è un caso che nel documentario, non si veda mai un pallone in fondo al sacco.
Andrea e Giovanni Aloi, anche attraverso autorevoli contributi, cercano di ricostruire il clima sociale e culturale degli anni ’70, nel tentativo di ripensare quel periodo della nostra storia recente riconsiderandone le speranze, denunciando gli errori di una generazione che ebbe la sfortuna di sdoganare il dramma della tossicodipendenza.
Biografia
Andrea Aloi
Torinese, classe 1950, giornalista. Inizia a lavorare alla redazione de l’Unità come responsabile delle pagina culturali, assieme a Michele Serra è stato fondatore e ultimo direttore di Cuore, rivista satirica a cui collaborarono Domenico Starnone, Vauro, ElleKappa, Stefano Benni. Responsabile delle pagine della posta del Guerin Sportivo, ha scritto i libri Meteore, Meteore 2, Meteore 3, e Do di piede, oltre che curatore dell’antologia Non avrai altro cuore all’infuori di me. Attualmente collabora con il Misfatto, inserto satirico de il Fatto Quotidiano.
Giovanni Aloi
Giovanni Aloi è nato a Milano, nel 1984. Dopo gli studi universitari fonda The Sponk, società internazionale di video making per la quale realizza La Promessa, Rain, Tiga @ Pump This, While God is Watching Us,The Guild Advertising, Il Metallaro, Live Art Speed Date, Respira Limit Ed.
Comunicato stampa: Il bene mio. Le canzoni di Matteo Salvatore
PROMO MUSIC e COMUNE DI MANFREDONIA
presentano
“Il bene mio.
Le canzoni di Matteo Salvatore”
Evento speciale con:
Lucio Dalla, Renzo Arbore, Moni Ovadia, Teresa de Sio, Lunetta Savino, Marco Alemanno, Erica Mou, Savino Zaba e H.E.R accompagnati dalla band Famenera
regia di Cosimo Damiano Damato
spettacolo musicale prodotto in Puglia con il sostegno di Puglia Sounds
14 settembre ore 21.00 – Piazza Giovanni XXIII - Manfredonia
Si svolgerà mercoledì 14 settembre dalle ore 21.00 in Piazza Giovanni XXIII a Manfredonia il grande concerto gratuito “Il bene mio” dedicato a Matteo Salvatore. L’evento organizzato dal Comune di Manfredonia e Promo Music, coorganizzato dal Parco Nazionale del Gargano, Provincia di Foggia e GAL DaunOfantino, sostenuto da Promo Daunia e Banca del Monte di Foggia e realizzato in Puglia con il sostegno di Puglia Sounds e la collaborazione del Premio Matteo Salvatore, vedrà l’alternarsi sul palco di grandi artisti legati al cantautore Matteo Salvatore e alla sua terra: Lucio Dalla, Renzo Arbore, Moni Ovadia, Teresa De Sio, Lunetta Savino, Marco Alemanno, Erica Mou, Savino Zaba e la poliedrica artista pugliese H.E.R., curatrice degli arrangiamenti musicali, tutti insieme per rendere omaggio al cantastorie dauno e accompagnati dalla band Famenera (Alessandro Skanderbeg pianoforte, Matteo di Francesco batteria, Andrea Colella contrabasso/basso elettrico, Pino Iodice chitarra acustica / elettrica).
A condurre la serata il regista Cosimo Damiano Damato, che avrà il compito di narrare la vita del genio musicale pugliese troppo a lungo dimenticato. Sul palco si alterneranno grandi nomi del panorama culturale e musicale italiano, capaci di interpretare non solo le ballate del repertorio di Matteo Salvatore ma di dare vita ai personaggi che hanno popolato la sua realtà e ispirato le canzoni.
Ad esibirsi per prima sarà Teresa de Sio nella bellissima Lu bene mio, un classico dell’intero repertorio di Salvatore. Teresa, che con la sua musica continua la tradizione della canzone folk, salirà nuovamente sul palco per interpretare Li chiacchere de lu paese, simbolo di quella saggezza popolare in cui l’artista è cresciuto. Il dopoguerra segnato dalla miseria, che Matteo conosce sin da bambino, è un tema ricorrente nei suoi testi e Pasta nera, interpretata magistralmente da H.E.R ne è un esempio lampante. Fame nera e lotta per la sopravvivenza si ritrovano nelle parole di Il Lamento del mendicante interpretato da Lunetta Savino e di Maccheroni eseguito dalla giovanissima Erica Mou. Ma Salvatore non racconta solo la miseria, con un lirismo unico compone melodie dolcissime come La notte è bella, sempre interpreta dalla Savino e La cometa eseguita da H.E.R. Testi cantati con voce orientata ad un registro alto, ma mai sguaiata, anzi velata da una garza di disperazione, una sfumatura dolce e dolente, di incurabile tatto e consapevolezza, che rendevano il cantautore di Apricena unico.
Grande amico del cantante folk e suo profondo estimatore, Renzo Arbore interpreterà una delle sue ultime canzoni: Fra me e te, struggente melodia probabilmente dedicata a Adriana Doriani.
L’altra anima, quella da banditore ironico e sarcastico accompagnato dal corno si ritrova nel testo E’ proibito e ne Il bando della carne, interpretati da Moni Ovadia, capaci di darci un affresco autentico e vivo della cultura orale del dopoguerra.
La sorte avversa è il tema invece della Mo ve la pappa interpretata da Savino Zaba, mentre canto d'amore come Mo ve la bella mia da la muntagna o di disperazione precaria, ancora oggi così attuale, in Padrone mio, verranno cantati da Marco Alemanno, che nel film sarà Matteo Salvatore trentenne all’apice del successo.
Artista amato dal popolo, con le sue ballate allegre, ma apprezzato anche dagli intellettuali, grazie alle sue struggenti ballate di vita contadina, non c’è per lui miglior definizione di quella che gli diede Italo Calvino “ Matteo Salvatore è l'unica fonte di cultura popolare in Italia”.
Non soltanto quindi un cantautore, soprattutto per la terra pugliese, ma simbolo delle più intime radici culturali e popolari. La sua vicenda umana ed artistica è quella di un uomo che ha cantato le rivendicazioni e le aspirazioni di una terra, le tradizioni e le storie di una comunità umana che non aveva voce, ma che nelle sue canzoni aveva possibilità di esprimere gioie e dolori. La serata del 14 settembre e nei prossimi mesi la realizzazione del cd, che vanta la partecipazione di nomi di spicco, saranno l’omaggio dovuto ad uno dei cantastorie che con i suoi testi ha profondamente influenzato i cantautori italiani e non solo, divenendo patrimonio culturale da preservare.
Bologna 31 agosto 2011
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Comunicato stampa: debutto di "O patria mia...Leopardi e l'Italia" di e con Corrado Augias
BOLOGNA 24 Giugno 2011
O Patria mia…Leopardi e l’Italia”
di e con
Corrado Augias (voce narrante)
con la straordinaria partecipazione di Arnoldo Foà ne L´infinito di Giacomo Leopardi
e con
Marta Dalla Via
Musiche eseguite dal vivo da Stefano Albarello
Regia e luci
Angelo generali
DEBUTTO NAZIONALE
1 luglio teatro romano , spoleto
ore 21.15
Debutta il 1 luglio ore 21.15 al Teatro Romano di Spoleto, per il prestigioso Festival dei due mondi, il nuovo spettacolo di Corrado Augias “Leopardi e l’Italia” prodotto dalla bolognese Promo Music.
Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Corrado Augias, getta una luce sul suo pensiero, in particolar modo sulla sua visione politica dell’Italia.
I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche ‘All’Italia’ e ‘Per il monumento di Dante’. Ma altrettanto dura, lucida e incredibilmente attuale è l’analisi verso il proprio popolo che traspare nel ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani’. Nel ‘Discorso’ si descrive un paese privo non solo di abitudini, ma anche di quell’insieme di norme, mentalità e usi che danno forma alla cultura di un popolo. La mancanza di società, di valori laici condivisi come male eterno che affligge gli italiani ieri come oggi.
Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei ‘Canti’ più belli, Corrado Augias costruisce un testo capace di restituirci un ritratto sorprendente del poeta, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà.
Ad accompagnare gli spettatori in questo viaggio dentro una delle mente più brillanti e vive di tutti i tempi, le arie e romanze da camera, originali del tempo, eseguite da Stefano Albarello. Il musicista proporrà uno spaccato realistico di quello che si ascoltava nelle case “patrizie” della prima metà dell’800. Brani che spaziano da Rossini a Donizetti cantati e suonati con chitarra, com’era in voga all’epoca e che hanno, probabilmente, influenzato il labor limae di Leopardi.
Info biglietti
Call Center Festival: +39.0743.77.64.44
Acquisto on-line: www.boxol.it/festivaldispoleto
Posto unico 30 €
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Comunicato stampa: debutto "Eccolo di nuovo" con Shel Shapiro
COMUNICATO STAMPA 30 maggio
“ECCOLO DI NUOVO”
con
SHEL SHAPIRO (voce e chitarra)
concerto con
Elena Trastulli voce, percussioni
Alessandro Giulini tastiere, fisarmonica
Daniele Ivaldi chitarre
Luigi Mitola chitarra, mandolino
Michele Vitulli basso elettrico, stick
Michele Fondacci batteria, percussioni
DEBUTTO NAZIONALE
2 giugno ore 22.00 – Teatro delle Muse (via della Loggia – Ancona)
Il nuovo, frizzante, intenso spettacolo di Shel Shapiro “Eccolo di nuovo” prodotto dalla bolognese Promo Music, debutta giovedì 2 giugno ore 21.00 al Teatro delle Muse di Ancona.
Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, è inserito nella giornata dedicata alla Word league, che vedrà la nazionale volley cubana affrontare quella italiana.
Dopo il tour teatrale di “Shylock il mercante di Venezia”, il successo editoriale del libro “Io sono Immortale”, la precedente tournée dello spettacolo cult “Sarà una bella società”, seguito dal nuovo allestimento di “Beatnix” per l’anniversario della morte di Edmondo Berselli, lo spettacolo sui poeti e scrittori della Beat Generation; Shel torna alla musica pura, con un esplosione di energia elettrica. Eccolo di nuovo presenta venti canzoni della storia, della vita e del cuore di Shel Shapiro, artista ed icona intramontabile che torna nelle piazze estive con la sua band. Affabulatore colto, polemico e intrigante, divertente, sempre combattivo e socialmente impegnato questa volta Shel propone un viaggio senza tempo attraverso “classici” intramontabili capaci di unire intere generazioni in un'unica voce. Da“Elenor Rigby” a “Losing my religion”, attingendo dal proprio repertorio con “Piangi con me” e “Che colpa abbiamo noi” lo spettacolo di Shapiro guida gli spettatori di tutte le età in un viaggio nella musica, dentro la Musica!
Info ingresso
Teatro delle Muse – via della loggia Ancona
Ingresso gratuito
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comunicato stampa
Comunicato Stampa "Raccontare Mozart" a Lecce
COMUNICATO STAMPA
23 maggio 2011 - Bologna
"Raccontare Mozart”
Corrado Augias (voce narrante)
Giuseppe Modugno (pianoforte e voce)
regia
Felice Cappa
elaborazione video: Andrea Bocca
coordinamento tecnico: Angelo Generali
e con le “Marionette della Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli”
venerdì 27 maggio ore 21.00
teatro politeama greco - via XXV luglio n.30 - lecce
L’affiatata coppia composta da Corrado Augias e dal pianista M° Giuseppe Modugno, prosegue la sua indagine sui grandi protagonisti della storia della musica europea, questa volta lo spettacolo sarà arricchito dalla partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Tito Schipa e del coro polifonico Igino Ettorre.
In scena, accanto ad Augias, il pianista bolognese Giuseppe Modugno esegue le musiche del genio austriaco. Una telecamera riprende le sue mani mentre scorrono sulla tastiera, e le immagini vengono proiettate su un grande schermo. Così, sotto la direzione del regista Felice Cappa, per tutta la durata dello spettacolo la musica interpretata al pianoforte e descritta a voce da Modugno, si intreccia al racconto di Augias e alla visione “in diretta” delle mani del pianista. Un modo sicuramente insolito di raccontare la musica in teatro.
Raccontare Mozart è l’omaggio allo straordinario genio musicale salisburghese che nella sua pur breve vita – nacque il 27 gennaio 1756 e morì nel 1791 a soli 35 anni – compose un vastissimo repertorio di musica classica che, spaziando tra i diversi generi, ha lasciato traccia indelebile fino ai giorni nostri. Il suo incredibile talento lo portò a cimentarsi con la musica sinfonica come con quella da camera, con il repertorio sacro e con quello d’opera e lo fece emergere ancora giovanissimo. Già a quattro anni si dice fosse in grado di eseguire brevi pezzi al piano, i primi concerti fuori dall’Austria – solo o con la sorella Maria – li tenne prima ancora di compierne sei e non ancora adolescente era già considerato e conosciuto come uno dei maggiori musicisti del tempo. Una vita intensa segnata dalla musica, quella del genio mozartiano, conclusa con una morte misteriosa che non gli consentì di terminare il Requiem, ma che lo innalzò nel pantheon dei migliori compositori di tutti i tempi.
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foto (augias-modugno)
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